Giulia Lanciani, Tempeste e naufragi sulla via delle Indie, Bulzoni Editore, 1991

Giulia Lanciani, Tempeste e naufragi sulla via delle Indie, Bulzoni Editore, 1991
Giulia Lanciani, Tempeste e naufragi sulla via delle Indie, Bulzoni Editore, 1991
“E, no entanto, é de Itália que nos chegam alguns dos trabalhos mais notáveis sobre a literatura portuguesa que se fazem no estrangeiro. Um exemplo é este livro de Giulia Lanciani, onde se prossegue o estudo de um tipo de literatura e de uma época em que a autora já antes se tinha mostrado especialista, nomeadamente num livro intitulado Os Relatos de Naufágios na Literatura Portuguesa dos Séculos XVI E XVII, publicado em Portugal em 1979. … Este livro… consiste num estudo de uma série de vinte narrativas de naufrágios escritas entre a segunda metade do século XVI e o fim do século XVII…Depois de fazer um interessantíssimo e bem documentado enquadramento histórico-cultural das viagens marítimas portuguesas, Giulia Lanciani procede ao estudo desse “género literário”, estabelecendo um modelo narrativo a partir da identificação de uma série de características formais e temáticas universais…”
António Guerreiro
Annunci
Giulia Lanciani, Tempeste e naufragi sulla via delle Indie, Bulzoni Editore, 1991

Giulia Lanciani, Viaggi e naufragi Portoghesi sulla via delle Indie, Liguori, collana Lusitana Italica, 2002

Giulia Lanciani, Viaggi e naufragi Portoghesi sulla via delle Indie, Liguori, collana Lusitana Italica, 2002
Giulia Lanciani, Viaggi e naufragi Portoghesi sulla via delle Indie, Liguori, collana Lusitana Italica, 2002

Un contributo essenziale alla costituzione di una letteratura di viaggi è dato dalle avvincenti relazioni di naufragio di navi portoghesi che tra Cinque e Seicento salpavano da porti indiani stivate di carichi preziosi – spezie, gemme, splendidi panni di Cambaia – e che in vista del Capo di Buona Speranza venivano colte da furiose tempeste di cielo e di mare e finivano con lo schiantarsi contro le coste africane. La peregrinazione degli scampati in una terra ostile, abitata da “barbare genti”, è una lunga via crucis, ritmata ossessivamente da fame, sete, freddo notturno, calore diurno, agguati di fiere e di indigeni, stremante attraversamento di fiumi, valli, pantani, foreste. Drasticamente selezionati, in modo più o meno naturale, ben pochi sono coloro che giungono a salvazione. Sulla base delle loro testimonianze vengono redatti dalla studiosa Giulia Lanciani, in una prosa fiorita ed efficace, i resoconti delle sciagure patite dai vascelli portoghesi sulla nuova rotta per le Indie: testi affascinanti, che costituiscono la prima espressione di una letteratura tipicamente marinara.

Giulia Lanciani, Viaggi e naufragi Portoghesi sulla via delle Indie, Liguori, collana Lusitana Italica, 2002

Giulia Lanciani, Morfologie del viaggio. L’Avventura Marittima Portoghese, LED, 2006

Giulia Lanciani, Morfologie del viaggio, LED, 2006
Giulia Lanciani, Morfologie del viaggio, LED, 2006
“E il naufragar m’affascina in queste storie. Capita di sfogliare un libro di livello universitario, destinato con ogni evidenza agli specialisti, e di essere afferrato ben oltre la sapienza dell’autore, della forza dell’argomento, dal sapore di realtà che si sprigiona dalle antiche carte compulsate.
È il caso di Morfologie del viaggio, che ha come sottotitoloL’avventura marittima portoghese, dove Giulia Lanciani affronta quello che è stato un elemento costitutivo dell’identità lusitana…”
Lorenzo Mondo
Giulia Lanciani, Morfologie del viaggio. L’Avventura Marittima Portoghese, LED, 2006

Fernando Pessoa, Messaggio, Mondadori, 2014, a cura di Giulia Lanciani

Fernando Pessoa, Messaggio, Mondadodori, 2014, a cura di Giulia Lanciani
Fernando Pessoa, Messaggio, Mondadori, 2014, a cura di Giulia Lanciani

“… Sono d’accordo con lei, come le dicevo, di non aver dato una felice prova di me con la pubblicazione di Messaggio. Ma sono anche convinto che sia stata la migliore scelta possibile. Proprio perché questo lato – in certo modo secondario della mia personalità – non era mai stato sufficientemente messo in luce nelle mie collaborazioni su riviste (ad eccezione di “Mare portoghese”, che procede da questo stesso libro); era dunque giusto che lo manifestassi e lo facessi ora. Ha coinciso, senza che lo pianificassi o lo premeditassi (sono incapace di premeditazione pratica) con uno dei momenti critici, nel senso originale del termine, del rimodellamento del subconscio nazionale. Quel che ho fatto per caso e si è completato per convenzione, è stato esattamente tracciato, con squadra e compasso, dal Grande Architetto”

(Lettera di Pessoa ad Adolfo Casais Monteiro, 13 febbraio 1935).

Fernando Pessoa, Messaggio, Mondadori, 2014, a cura di Giulia Lanciani

Giulia Lanciani – Il Settecento, l’Ottocento e il Novecento in Portogallo – due volumi, UniversItalia, 2015

Giulia Lanciani, Il Settecento e l'Ottocento in Portogallo
Giulia Lanciani, Il Settecento e l’Ottocento in Portogallo
Giulia Lanciani, Il Novecento in Potogallo, UniversItalia, 2015
Giulia Lanciani, Il Novecento in Potogallo, UniversItalia, 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pur di agile consultazione, i due volumi hanno tuttavia anche il pregio di spiegare la realtà che ricostruiscono senza tradirne la complessità. Il Settecento e l’Ottocento in Portogallo e Il Novecento in Portogallo hanno il merito, in sostanza, di rendere questa letteratura straniera comprensibile a ogni lettore senza indulgere nella semplificazione e facendo venire al pettine tutti i conflitti, le fratture e le tensioni che caratterizzano la modernità e la contemporaneità portoghese.
Opere, quindi, destinate prima di tutto allo studente universitario italiano ma non solo. Per la loro natura divulgativa, ma non banalizzante, chiunque abbia interesse per quell’estrema propaggine occidentale d’Europa potrà trovare in questi due testi un efficace strumento per decifrare la letteratura portoghese; una guida affidabile, per capire il complesso e fecondo rapporto che lega il Portogallo a un’Europa osservata sempre da lontano, talvolta sdegnosamente ignorata e più spesso affannosamente inseguita dagli intellettuali portoghesi.

Giulia Lanciani – Il Settecento, l’Ottocento e il Novecento in Portogallo – due volumi, UniversItalia, 2015

Giulia Lanciani, La Meccanica dell’Errore, Viella, 2010

Giulia Lanciani, La Meccanica dell'Errore, Viella, 2010
Giulia Lanciani, La Meccanica dell’Errore, Viella, 2010
“In effetti, mi sembra più vantaggioso – prima di effettuare qualsiasi intervento su un testo medievale – cercare di capire la meccanica dell’errore, il perché quel segmento si è trasformato in un locus criticus, sforzarsi di ricostruire le condizioni contestuali che hanno indotto il copista all’equivoco”
Con questo spirito Giulia Lanciani, consapevole dei danni che il tempo, la precarietà dei materiali, l’incuria degli uomini e il mutare delle mode e dei gusti provocano alle opere letterarie, esplora la letteratura medievale galega e portoghese, proponendone un’interpretazione ampia e raffinata che dalle prime manifestazioni della produzione trobadorica si estende  sino alle propaggini cinquecentesche di una tradizione ancora ricca e fertile”
Giorgio de Marchis
Giulia Lanciani, La Meccanica dell’Errore, Viella, 2010

Inchiostro nero che danza sulla carta, Mondadori 2002, a cura di Giulia Lanciani

Inchiostro nero che danza sulla carta, Mondadori 2002

Inchiostro nero che danza sulla carta, Mondadori 2002, a cura di Giulia Lanciani
Inchiostro nero che danza sulla carta, Mondadori 2002, a cura di Giulia Lanciani

“I cinque poeti qui riuniti sono testimonianza di una diversità molteplice, non solo stilistica, ma che piuttosto concerne i tratti fondamentali dei loro mondi lirici e del loro universo di esperienza verbale e poetica; una diversità che sembrerebbe non assoggettarsi a una qualsiasi logica di gruppo, né ad altro sistema forte di somiglianze e differenze, ma che di fatto è anche storica, ossia leggibile come effetto dell’incrocio tra la configurazione genealogica degli autori e la loro inscrizione in differenti congiunture. Separati per data di nascita da una distanza di quindici anni (da Pedro Tamen 1934 a Nuno Júdice 1949), alla luce delle loro prime raccolte l’arco temporale risulta di uguale ampiezza – sedici anni li dividono (dal 1956 al 1972).”

Manuel Gusmão

Inchiostro nero che danza sulla carta, Mondadori 2002, a cura di Giulia Lanciani